Eremitismo a Farfa: Origine e Storia

di Luchina Branciani

Con grande piacere e sincera soddisfazione mi trovo a presentare questo volume seguito dell'ultima mostra organizzata dalla Biblioteca Statale di Farfa in occasione della "I Settimana della Cultura "

Il volume è frutto di un approfondimento già in parte avviato con la pubblicazione contemporanea alla mostra di un piccolo opuscolo che comunque ha contribuito ad illustrare e a far da guida alla mostra e ai siti archeologici sul Monte S. Martino.

Questo colle sovrastante l'Abbazia di Farfa, chiamato così per tradizione, è sempre stato un luogo altamente suggestivo per gli abitanti del posto e per pellegrini e visitatori. Il meraviglioso paesaggio che si offre alla vista dalla sua cima, la presenza di misteriose rovine sulle sue pendici, il ricordo di antiche leggende, dal dragone di S. Lorenzo Siro al tesoro dell'Abate Pietro, hanno contribuito a ridestare l'interesse e la curiosità da parte di molti, anche se soltanto in seguito alle recenti indagini archeologiche svolte già agli inizi del secolo da monaco Ildefonso Schuster e successivamente alle campagne di scavi tenute dalla Soprintendenza Archeologica per il Lazio negli anni 1986-88 si è potuto arrivare ad un risultato propriamente scientifico di tutti i siti archeologici presenti sul Monte.

Con questa iniziativa culturale la Biblioteca ha potuto dare finalmente a un pubblico più vasto una visione completa di quanto è venuto alla luce dalle recenti ricerche archeologiche sulle origini e i successivi sviluppi della vita eremitica sul monte S. Martino. La ricostruzione delle varie fasi della vita monastica sul monte rende più vivo il fascino del sito, sul quale si incontrano diverse correnti di vita spirituale, dal primitivo nucleo monastico di origine orientale alle successive presenze benedettine e francescane. Nella storia assai più nota del cenobio farfense il ruolo del suo polo eremitico, rappresentato dal monte S. Martino, appare ora in maggiore evidenza, anche se per sua stessa natura l'esperienza anacoretica tende a nascondersi e ad esercitare il suo influsso spirituale in modo discreto e misterioso. Ma questo aspetto misterioso non disdice a un sito che, come si è detto, ha sempre avuto il carattere suggestivo di ricettacolo di antiche memorie.

Vorrei qui ricordare con gratitudine quanti hanno collaborato alla realizzazione dell'iniziativa culturale. ln primo luogo ringrazio la Soprintendenza Archeologica per il Lazio per aver messo a disposizione di questa

Biblioteca il materiale documentario relativo all'argomento e l'Associazione "Vivere il Bosco" per la sua collaborazione all'iniziativa, nonché la Soprintendenza Archeologica per l'Umbria per aver fornito materiale fotografico.

Un ringraziamento particolare va poi alla Dott.ssa Luchina Branciani, da molti anni impegnata nella ricerca archeologica e storica sul monte S. Martino. E' doveroso infine menzionare Don Massimo Lapponi, monaco di questa Abbazia e Direttore della Biblioteca che ha coordinato i lavori, il Sig. Claudio Piccionne, il Dott. Valerio Merlo e la Sig.ra Patrizia Lombardozzi, il cui prezioso contributo ha reso possibile la realizzazione della mostra allestita nella sala espositiva della Biblioteca, le visite guidate al Monte, e la realizzazione di questo volume.

A loro vada l'espressione della riconoscenza mia e della Comunità Benedettina di Farfa.

                                                                                           D. Agostino A. Ranzato Priore di Farfa

                                                                                                     


 

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