Interventi di restauro alla cinta muraria di Pereto (AQ)

di Luchina Branciani

È stato più volte sottolineato come scrivere la storia delle mura di un  comune medievale significhi raccontare l'organizzazione politica, amministrativa, la struttura sociale, la cultura di un insediamento, sia esso una città, sia esso un castello.

Le mura con il loro valore di struttura difensiva che offriva sicurezza agli abitanti, di limite fra un dentro in cui gli uomini operavano sul piano politico, sociale e ritrovavano gli affetti famigliari e un fuori in cui gli stessi uomini svolgevano il lavoro quotidiano soggetto a costanti pericoli, e nel medesimo tempo simbolo esse stesse del centro che racchiudono, le mura costituiscono senza dubbio il segno più riconoscibile e prestigioso della civiltà insediativa medievale e nei centri storici essenziale è il loro mantenimento, la loro conservazione, il loro consolidamento sino alle integrazioni e rifacimenti necessari ai fini della sicurezza a patto che questi ultimi siano eseguiti sulla base di norme specifiche appositamente definite.

È pertanto degna di lode l'iniziativa dell'Amministrazione Comunale di Pereto di procedere alla pianificazione di una serie di interventi restaurativi della cinta muraria, interventi che si sono susseguiti dal 2002 con tre sezioni sino al 2006, su singoli lotti e interessando diversificati interventi di consolidamento e integrazione. Ed è personalmente motivo di grande soddisfazione I ' aver visto coinvolta nel cantiere la presenza di un archeologo medievista, nella persona di Luchina Branciani formatasi all'Università "Sapienza" di Roma, una presenza determinante accanto alle altre professionalità al fine di trasformare un intervento di restauro in un prezioso momento di conoscenza.

A tale esigenza risponde pienamente questo volume che ho l'onore e il piacere di presentare.

Aperto da una breve descrizione della posizione geografica del castrum Pireti /Pereti, "porta d'Abruzzo" nella Piana del Cavaliere, letta anche attraverso la documentazione cartografica storica, lo studio presenta in successione le attività dei tre cantieri relazionando puntualmente le diverse operazioni con particolare attenzione da un lato alla lettura stratigrafica dell'opera muraria e dall'altro alle tecniche di intervento, offrendo pertanto il modello di un giusto e corretto modus operandi secondo i dettami dei più moderni manuali di restauro archeologico.

Ma il libro offre ai lettori molto di più: esso risponde appieno a quanto ho indicato all'inizio del mio intervento. Le mura di Pereto che abbracciano il castello sommitale divengono protagoniste della storia stessa del castrum, dalla sua fondazione ad opera dei Conti dei Marsi nel secolo XI, alle sue fasi costruttive dei secoli XII e XIII, ai successivi interventi edilizi dei secoli momenti più bui dei secoli XIX-XX sino alla contemporanea ripresa sul piano urbanistico segnata dal restauro del castello legato al nome di Aldo Arena indiscusso patronus di questo splendido centro abruzzese, particolarmente affascinante per chi si occupa di insediamenti medievali.

L'Autrice coglie l'occasione anche per dirigere la sua ricerca non solo verso i principali monumenti del centro storico, ma uscendo dalle mura, ragione prima del suo interesse, si allarga dapprima nel Borgo e quindi nel territorio per ricosü-uime, attraverso la lettura di indicatori storici e archeologici i lineamenti della loro storia e delle loro peculiarità strutturali.

I temi trattati rivestono grande interesse e le pagine a loro dedicate ritengo possano essere interpretate come suggerimenti per future linee di ricerca, Mi sembra infatti auspicabile che possa essere ampliata la ricerca sull'assetto del territorio nell'altomedioevo, non trascurando, ad esempio, la presenza della chiesa di S. Salvatore, con una dedica che indirizza verso l'età longobarda e che forse potrebbe rappresentare, come in molti altri casi, il preciso indicatore di un insediamento d'altura, anello di congiunzione fra il supposto pagus romano e il castrum legato all' incastellamento della Contea dei Marsi.

Ed anche per queste suggestioni verso studi futuri un grazie di cuore a Luchina Branciani e un invito a tutti, abitanti di Pereto e non, a leggere un bel libro.
                                                                                    Letizia ErminiPani

Presidente della Pontificia Università Accademia "Sapienza" Romana di Roma di Archeologia

 

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